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Il silenzio aumenta la paura e diventa complice della violenza.

Il silenzio aumenta la paura e diventa complice della violenza.

Oggi è la giornata contro la violenza sulle donne. Negli ultimi tempi si sensibilizza molto sul tema e questo è importante per combatterla. Il silenzio aumenta la paura e diventa complice della violenza. Pur non essendo un ambito di cui direttamente mi sono occupata, ci 

Una fiaba per parlare di adozione e di affido

Una fiaba per parlare di adozione e di affido

Oggi condivido con te una fiaba per parlare di adozione e di affido Com’è nata questa fiaba Alcuni anni fa, una psicoterapeuta mi chiese di scrivere una fiaba per affrontare il tema dell’affido con un bambino, o meglio per offrire aiuto al genitore affidatario che 

Che cos’è la grafologia?

Che cos’è la grafologia?

Che cos’è la grafologia?

La grafologia è una disciplina che studia la scrittura delle persone in relazione alle loro personalità, allo stile cognitivo e al temperamento emotivo.

Com’è possibile farlo?

Ciò è possibile poichè il gesto grafico, che diviene automatico e inconscio una volta superato l’apprendimento inziale, assume determinate qualità quanto a forma, pressione e ritmo, in base alle caratteristiche neurologiche di chi lo produce, è pertanto in grado di descrivere il temperamento e le peculiarità di una persona.

Cosa ci dice la scrittura?

La scrittura, come molte altre azioni che compiamo, ci racconta molte cose di noi. Ogni gesto racconta il suo autore. La scrittura ha dalla sua la qualità di mantenere una traccia che può essere studiata. È come un “ritratto incosapevole” (M. Del Monte) che tracciamo sul foglio. Possiamo specchiarci nella nostra scrittura e assumere maggiore consapevolezza di noi. La consapevolezza di sé è sempre alla base di una condizione di benessere.

Ovviamente non è che tutti dobbiamo diventare dei grafologi, ma voglio dirti alcune caratteristiche cui fare attenzione:

La grandezza delle lettere

Il termine tecnico per definirla è calibro. Immagina le lettere un po’ come i tuoi occhi aperti sul mondo. Per lettere molto grandi puoi raffigurarti occhioni spalancati sul mondo, pronti a vedere le meraviglie più immediate, forse con un po’ di ingenuità. Paragona invece scritture con lettere molto piccole a occhietti strizzati, scrutatori, che indagano analizzano. La media delle lettere è di 3 millimetri, che rappresenta una situazione di equilibrio fra i due opposti descritti

La velocità della scrittura

Ok, starai pensando, come faccio a valutare la velocità se non ho visto la persona scrivere? Oppure riguardo a te stessa che parametro può definirti veloce, rispetto a cosa?

Ti rispondo dicendoti che la scrittura ti mostra se è stata vergata velocemente o lentamente. Lo si vede da come sono tracciate le forme. Il movimento veloce “destruttura” le forme delle lettere. Le può rendere anche davvero poco chiare. Pensa alla scrittura di certi professionisti.

Il movimento con cui viene vergata la grafia racconta la velocità di pensiero dell’autore. Se si tratta di una persona dai processi mentali veloci o calmi. Dice anche se è una persona sicura o incerta, ma questi diventano aspetti forse più tecnici da spiegare.


Sì, vabbè, una cosa curiosa e affascinante, ma cosa me ne faccio?

La scrittura aiuta a conoscersi meglio. Aiuta nell’orientamento scolastico e professionale. Utile durante la terza media per prime indicazioni o al temine del liceo per avere più chiaro cosa fare poi. O quando, ci si vuole in qualche modo “ricollocare” professionalmente e si cerca un indicatore per orientarsi.

 

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Un senso alla perdita.

Un senso alla perdita.

Quando perdiamo qualcuno attraversiamo un lutto, ciascuno con i suoi tempi fino ad arrivare un’elaborazione che ci consentirà di dare un senso alla perdita. “La sfida consiste nell’intrecciare i fili sottili di una vita spezzata per farne un’opera ricca di senso e responsabilità” (Gordon Allport) 

Una fiaba per parlare ai bambini della morte di una persona cara

Una fiaba per parlare ai bambini della morte di una persona cara

Oggi voglio condividere con te una fiaba per parlare ai bambini della morte di una persona cara. Perché una fiaba Le fiabe sono un davvero di grande aiuto per introdurre un argomento difficile o doloroso grazie al loro linguaggio delicato e protettivo La giusta distanza 

I bambini non sono cattivi

I bambini non sono cattivi

Spesso quando parlo con le mamme mi dicono frasi come queste:

“È buona, mangia e dorme”

Oppure

“non è tanto buono ultimamente, si sveglia a tutte le ore”

O ancora

“È buono, a parte che non dorme tanto la notte”.

È chiaro che nessuna mamma ritenga, se ci si mette a riflettere apertamente sull’argomento, che il piccolo di poche settimane possa essere cattivo/a nel vero senso della parola.

Tuttavia le parole hanno un peso e un valore che ci influenza. A questo livello influenza molto più noi che i piccoli probabilmente, di conseguenza poi però il nostro comportamento avrà un’influenza anche su di loro.

Se siamo portate a dire che è buono/a quando dorme e mangia secondo quanto noi prevediamo e desideriamo, potremo nel tempo sentirci più irritate quando il comportamento del bambino non corrisponde a quello che ci aspettiamo. Non solo e non tanto in questa epoca precoce, con il lattante, ma anche quando superati i primi mesi il repertorio comportamentale si amplia.

PENSIERI E PAROLE

Se evitiamo parole che comportano un giudizio, possiamo mantenere un pensiero più morbido e aperto nel tempo a capire le azioni dei bambini in base a tutta la situazione, anziché a loro specifici intenti.

Quando diventano più grande ed entrano in quelli che vengono definiti gli anni terribili, già usare il termine terribile è deleterio. E se ti dicessi che i due anni sono anche anzi soprattutto meravigliosi?

Durante i meravigliosi due anni tutto è stupore e scoperta, puoi fare un mondo di attività coi bambini che ti seguiranno con un desiderio e un’ammirazione che poi col tempo farai più fatica a ritrovare.

La creatività più semplice diventa un’esperienza di meraviglia. Colorare l’acqua, dipingere con la schiuma da barba, o usare le dita per pitturare. Sono solo alcune attività semplici che creano momenti bellissimi da sperimentare insieme.

Sicuramente si affrontano pure le difficoltà. I bambini fanno grande fatica nella gestione delle emozioni e le esternano all’ennesima potenza.

Se però anziché attribuire una motivazione negativa, pensando che lo fanno a posta, o che ci sfidano o che sono cattivi, INVECE pensiamo che in quel momento non riescono a fare di meglio, che hanno bisogno di noi, del nostro conforto, di un abbraccio più che in molti altri momenti in cui è gradevole stare con loro, ALLORA risulterà più semplice aiutarli e gestire la situazione.

Le parole sono importanti. Danno forma ai nostri pensieri. I nostri pensieri poi prendono forma nelle nostre azioni.

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Lutto perinatale: meglio parlarne per liberarsi dal dolore? E se non ci riesci come puoi sbloccarti?

Lutto perinatale: meglio parlarne per liberarsi dal dolore? E se non ci riesci come puoi sbloccarti?

“Lutto perinatale: meglio parlarne per liberarsi dal dolore? E se non ci riesci come puoi sbloccarti?” è la domanda che mi ha fatto una mamma che si preoccupa giustamente di questo tema così delicato e doloroso. Un lutto particolare Il lutto pre o perinatale è 

Ho avuto un distacco della placenta e sono stata a letto. Vivo con il terrore che possa ricapitare

Ho avuto un distacco della placenta e sono stata a letto. Vivo con il terrore che possa ricapitare

Oggi rispondo al quesito di una mamma: Al secondo mese di gravidanza ho avuto un distacco della placenta e sono stata un mese a letto. Ho vissuto i mesi successivi con il terrore che potesse ricapitare. Credo sia normale, ma qualche consiglio su come vivere 

Un decalogo per bambini e adulti felici

Un decalogo per bambini e adulti felici

Oggi manifesto il mio pensiero sul mondo materno condividendoti un decalogo per bambini e adulti felici.

Questo è un post che riassume a grandi linee quello che penso sulla relazione “adulto che si prende cura” – bambino. Le basi importanti, imprescindibili, come pietre alle fondamenta.

Ti renderai conto che sono davvero princìpi semplici, ovvi, da dare per scontati, mi è però venuta voglia di scriverli e condividerli perché mi sono capitate nel tempo alcune situazioni in cui tanto ovvi e scontati non apparivano.

L’amore non è un vizio

Tenerlo in braccio non è vizio. È amore.

Il vizio è una dipendenza nociva. Il gioco d’azzardo è un vizio, il fumo è un vizio. Stare in braccio a mamma è un bisogno naturale, un gesto d’amore, non un vizio.

Grida ma non sgridare

Sullo sgridare ho da dire che ai bambini non si grida, e se nella vita si grida che non siano grida offensive verso i bambini, ma grida di sfogo delle proprie emozioni.

Un conto è dar voce alla rabbia, un conto offendere, insultare, minacciare. È davvero molto diverso.

Mai picchiare

Mai si picchia un bambino, né poco, né piano, né perché da che mondo e mondo, men che meno è educativo.

Uno schiaffo è sempre e soltanto violenza. Sempre.

Offri sempre spiegazioni

Ai bambini si spiega, sempre, molte volte, tutte quelle necessarie. Coi bambini si parla, perché possono capire.

Riconosci l’individualità

I bambini sono tutti differenti. Ciascuno ha la sua unicità. Spesso la scuola non li valorizza. Quei bambini hanno bisogno di trovare i loro canali di apprendimento ed espressione, il migliore è sempre il gioco. Al gioco vanno dedicati più tempo e spazio possibili, creando il giusto clima di serenità al suo svolgimento.

I bambini sono tutti differenti, ci sono bambini che hanno una sensibilità maggiore di altri. Come gli adulti.

  • Sì, sono bambini più complessi.
  • Sì, a volte è complesso capire e arginare il loro bagaglio emotivo.
  • Sì, impiegano in genere più tempo per raggiungere una buona regolazione emotiva, perché hanno un materiale più ampio e complesso da gestire data la loro sensibilità.

Règolati

Leggerai spesso in giro che i bambini hanno bisogno di regole, di adulti decisi, che non bisogna essere amici dei figli. Tutto scritto in maniera impositiva a volte rigida. Almeno a me certi messaggi arrivano così.

Certi messaggi così rigidi mi disturbano. Mi arriva che bisogna prendere le distanze, essere rigidi, imporsi. Magari recepisco male io certe parole, però mi viene voglia dirlo in modo diverso, che i bambini hanno bisogno che siamo presenti, che li accogliamo e li conteniamo.

Offrire regole e confini detto altrimenti significa essere:

Presenze solide su cui appoggiarsi, presenze stabili che non li fanno cadere. Presenti e d’esempio, che i bambini più di tutto imitano quello che ci vedono fare.

Credo sia una differenza fondamentale essere  in un certo modo anziché volere dare una certa impostazione ai bambini, essere anziché imporre. Se noi leggiamo molti libri, i nostri figli vorranno leggerli con noi. Se guardiamo molto il telefono, sarà quello l’oggetto che li incuriosirà di più.

Siamo noi l’oggetto d’apprendimento, oltre che d’amore, e non a caso visto che l’apprendimento passa sempre attraverso la relazione.

I bambini ci guardano

I bambini ci guardano e ci imitano. Ci ascoltano e credono a quello che diciamo. Bisogna pensarci. Sono lì che guardano e ascoltano quando subiscono un insulto: “Sei stato cattivo”, “Sei uno sciocco”. Quando purtroppo subiscono una minaccia o prendono uno schiaffo. Faccio fatica anche a scriverlo che queste cose succedono, eppure succedono.

I bambini sono lì che guardano e ascoltano quando gli viene risposto che “è così punto e basta” o “perché lo dico io”. Spiegare aiuta a comprendere e comprendere una motivazione dà senso a un comportamento. C’è un modo possibile di spiegare per ogni età. Dobbiamo fare la fatica di trovare le parole giuste.

 

Pronta per la sfida?

I bambini non ci sfidano, mi stupisco sempre davvero quando un adulto mi dice che il figlio lo sfida e che si sente sfidato.

I bambini vogliono la nostra attenzione, sempre, per intero, fanno tutto quello che possono per averla, che ci piaccia o no chiedono incessantemente la nostra attenzione perché ci amano. Fanno fatica ad abituarsi a fare le loro cose, ma al contempo gli piace vedere che sanno fare qualcosa di nuovo, però ci vuole tempo. Sanno comportarsi solo in alcuni modi perché il repertorio dei comportamenti cresce col crescere dell’età e delle esperienze, non è che fanno sempre le stesse cose per darci sui nervi, fanno le stesse cose finché riescono a fare solo in un certo modo.

 

Ti punisco = io voglio farti soffrire

Punire è una cosa sbagliata. Per certi versi e in certi modi lo è anche premiare, ma diciamo che considerando premio, cioè cosa piacevole, le lodi, la vicinanza emotiva, le cose positive e belle che possono accadere relazionalmente, allora il discorso è diverso.

Punire però è sbagliato. Punire passa il messaggio: “devi soffrire per quello che hai fatto”, “ti farò stare male per quello che hai fatto”. È proprio questo il messaggio che ci interessa dare a un bambino? A me viene sempre in mente quanto sia più costruttivo e bello impiegare il tempo a spiegare che una certa cosa non va fatta aggiungendo il motivo, ma poi occuparmi d’insegnare cosa fare al posto del comportamento sbagliato. Spesso i bambini hanno un comportamento sbagliato perché non conoscono quello giusto o gli riesce ancora difficile applicarlo per qualche ragione.

 

Bambini tiranni?

E quando non ascoltano proprio mai? Sembrano davvero “dettare legge” ed è sempre tutto molto difficile?

Ci sono situazioni in cui i bambini sembra che vogliano sempre comandare loro, non solo nell’esprimere la propria volontà ma proprio non si affidano mai all’adulto.

Sono bambini che non si sentono al sicuro.

Hanno reagito alla cosa prendendo in mano la situazione. Ovviamente la cosa è disfunzionale, perché sono bambini piccoli che hanno bisogno di affidarsi e dipendere loro dall’adulto che si prenda cura. Non hanno realmente modo di gestire la situazione.

Per crescere in maniera emotivamente sana è necessario poter sperimentare le emozioni, essere vulnerabili.

Ci si permette di essere vulnerabili solo se ci si sente benevolmente accolti. Se l’altro ci accoglie e ci sostiene. Vale per noi grandi, ancor di più vale per i bambini.

 

Va bene Tiziana, abbiamo capito, questo e quello non si fa, questo e quello è sbagliato, ma che possiamo fare?

Abbassa le richieste e torna alla relazione

Ogni volta che qualcosa non sta funzionando bene, invito a due semplici azioni: abbassa le richieste e torna a lavorare sulla relazione, anzi quest’ultima cosa non smetter mai di farla!

Se c’è il caos, e qualcosa non sta funzionando è inutile pretendere comportamenti e risposte. Bisogna fermarsi e rimettersi a lavorare sulla relazione.

Sintonizzarsi, mettersi in contatto. Guardare negli occhi, chiamare per nome, dire qualcosa con dolcezza. Riconoscere un’emozione, cercare di stare bene insieme.

È fondamentale che un adulto adegui se stesso alle necessità di un bambino.

No, questo non significa che può avere tutto quello che desidera, soprattutto se stai misurando questo “tutto” in termini di oggetti.

Tuttavia, se pretendiamo che un bimbo stia in luoghi inadatti alle sue esigenze per un tempo più lungo rispetto a quello in cui riesce a mantenersi tranquillo rispetto alla sua età, è chiaro che diventerà difficile gestire i suoi comportamenti. Questa è una nostra responsabilità.

Quando dobbiamo contravvenire al desiderio di un bambino, manteniamoci emotivamente connessi e riconosciamo la sua emozione offrendo conforto.

Mi dispiace che non puoi avere questo giocattolo e capisco tu sia arrabbiato”. Abbracciamolo. A volte tale abbraccio sarà anche di contenimento alla rabbia sfogata nel movimento e nelle urla. Consoliamo, aiutiamo a riguadagnare la calma. Per i bambini quanto più sono piccoli ed emotivamente scossi, tanto più è complicato tornare alla calma da soli.

Ecco riassunto quanto esposto in un decalogo non esaustivo ma credo utile, in rigoroso ordine sparso d’apparizione:

 1. Manifestare affetto non è vizio.

 

 2. Mai si picchia, si punisce, offende o si minaccia un bambino.

 

3. L’apprendimento passa sempre attraverso la relazione.

 

4. I bambini ci guardano, ascoltano e imitano i nostri comportamenti.

 

5. È fondamentale porre attenzione alle differenze individuali e rispettarle.

 

6. La sensibilità è una complessità che ha bisogno di spazi e tempi più ampi per essere gestita.

 

7. Ai bambini si spiega sempre e molte volte. Dare una motivazione positiva è sempre il miglior motore per un comportamento.

 

8. I bambini hanno bisogno di sperimentare vulnerabilità. Possono farlo solo se siamo accoglienti e saldi.

 

9. Dobbiamo adeguare noi stessi alle loro necessità/possibilità e non pretendere il contrario.

 

10. Un abbraccio è sempre il modo migliore per cercare di calmare un bambino.

 

Link ai post dove ti parlo:

del perché è sbagliato punire

del perché è importante motivare

 

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