blog

Sui significati delle fiabe

Sui significati delle fiabe

In questo sito ho scritto alcuni post sui significati delle fiabe. Da qualche tempo e per più motivi non ho più scritto. Fermarsi a volte serve. Mi ha aiutata a riflettere. Riflettere su tanti aspetti legati al mondo fiabesco. Avevo già condiviso una riflessione, al 

Cosa vogliono dirci le fiabe?

Cosa vogliono dirci le fiabe?

Avete presente il lieto fine? “E vissero per sempre felici e contenti”. Cosa vogliono dirci le fiabe? Da anni leggo e studio le fiabe, i loro significati. A COSA SERVONO LE FIABE Le fiabe possono aiutare a comunicare temi delicati o complessi. Aiutano a capire 

Primi passi – un viaggio di consapevolezza – l’importanza di una sana narrazione di sé

Primi passi – un viaggio di consapevolezza – l’importanza di una sana narrazione di sé

Una volta iniziato il viaggio in questo mondo, una delle prime tappe è sicuramente iniziare a compiere delle azioni, o meglio, ancora prima, cercare di capire quali azioni possiamo compiere.

Ci troviamo davanti a tantissime possibilità ma non tutto sarà alla nostra portata. Questo è vero da più e più punti di vista.

I primi passi di un bambino

Da un punto di vista materiale pensiamo alla nostra primissima infanzia a quando ci siamo sforzati per muovere i primi passi, a volte i bambini vorrebbero forse fare più di quello che sono sul momento equipaggiati per fare, ma devono necessariamente fare i conti con i loro limiti e appoggiarsi, fare passetti piccini, rialzarsi da terra spesso, farsi portare per mano etc. Non possono certo incominciare saltando anche se magari vedere un bimbetto più grande che saltella può far venire voglia anche a loro di saltare!

Primi passi un po’ più avanti

Nella vita ci ritroviamo più volte a compiere “primi passi”. Quando iniziamo un nuovo ciclo di studi, un nuovo lavoro, quando entriamo per qualche motivo in un ambiente nuovo. In ciascuna di queste situazioni ci troviamo a dover muovere dei “primi passi”. Si tratta di situazioni in cui è necessario saper valutare le proprie risorse, capire quali sono adeguate e cercare di utilizzarle al meglio. Ci mette un po’ alla prova, si procede per prove ed errori e si aggiusta il tiro. Si diventa via, via più bravi a mano a mano che facciamo esperienza e capiamo cosa è più adeguato alle nostre inclinazioni.

Nelle carte arriva il mago

Nei tarocchi che rappresentano attraverso immagini molto simboliche un vero e proprio percorso di consapevolezza, dopo che con un “botta da matto” è stato avviato il percorso di consapevolezza, la tappa successiva è quella del mago.

I mago è una carta dove ci si trova davanti ad una tavola piena di attrezzi. Si sta fermi a valutare le proprie competenze pratiche. Cosa fare? Quale azione intraprendere? Prendere consapevolezza delle proprie attitudini è un passo necessario lungo la via della consapevolezza. Uno dei primi tasselli nella costruzione della coscienza di sé.

Cosa accade dopo il “C’era una volta” nelle fiabe?

Veniamo introdotti alla storia attraverso descrizioni, fisiche magari o anche di abilità dei personaggi che quindi a poco a poco si delineano, prendono vita, prendiamo coscienza di loro, di chi sono, di come sono, di cosa fanno.

Appena si avvia la storia tuttavia i personaggi sono in un certo punto della loro vita, sono caratterizzati a un certo modo. Lungo la storia avranno modo di affrontare prove, cambiamenti, diventare. Insomma ci sarà un’evoluzione rispetto al momento iniziale.

Così è lungo il cammino della nostra vita. Così è un percorso di consapevolezza. Sulle prime non sappiamo bene chi siamo, cosa vogliamo fare. È necessario tempo per agire, sbagliare, progredire, conoscersi.

Via, via, a piccoli passi, si costruisce la propria identità, o meglio diventiamo consapevoli di come siamo e possiamo lavorare per diventare a pieno noi stessi.

Un percorso è una storia da narrarsi

Quando percorriamo la vita con consapevolezza la nostra evoluzione avanza. Molto importante è la narrazione che facciamo a noi stessi. Come ci raccontiamo quello che ci accade?

Ma che vuole dire COME ce lo raccontiamo?

Vuole dire che la realtà non è mai un fatto oggettivo. Ciascuno di noi percepisce la realtà dal suo personale punto di vista soggettivo fatto dalla storia personale e dalle caratteristiche individuali.

Anche quando abbiamo davanti un numero di oggetti, l’oggettività della quantità di perde ad esempio della percezione soggettiva del poco o del tanto che dipende dalla singolarità di ciascuno. Una casa di settanta metri quadri per qualcuno è modesta, per un altro una reggia!

La narrazione interiore dà forma alla propria realtà

È importante fare attenzione a cosa percepiamo a come ce lo auto-narriamo. Perché sarà quella narrazione interiore a farci compagnia nel tempo. A strutturarsi dentro di noi. A dare forma ai nostri successivi pensieri. Se ci abituiamo a narrazioni nefaste, ne seguiranno pensieri negativi.

La nostra mente ha bisogno sempre di pensare a qualche cosa e imbocca più spesso strade già percorse.

Soprattutto quando abbassiamo la guardia, quando ci stiamo per addormentare. Ecco che in quei momenti la mente per tenersi occupata, cosa di cui come detto tende ad avere sempre bisogno, imbocca le vie mentali più battute che tornano ad affacciarsi e a corroborarsi.

I pensieri corrosivi pre-sonno

E le nottate possono diventare difficili se sono pensieri bui a farci compagnia. Se sono pensieri negativi legati ad altrettanto negative narrazioni della realtà che abbiamo costruito dentro di noi, allora saranno questi i pensieri che interverranno più spontaneamente.

Tutto questo può essere cambiato.

Anche a questo serve un percorso di consapevolezza. A cambiare narrazione di sé. A cambiare la storia più importante di tutte, la propria storia.

E tu a che punto sei del tuo cammino di consapevolezza? Come ti stai raccontando?

Se hai perso la prima parte del viaggio

TAPPA INIZIALE – IL MATTO – L’EROE AI SUOI INIZI – IL C’ERA UNA VOLTA

TAPPA INIZIALE – IL MATTO – L’EROE AI SUOI INIZI – IL C’ERA UNA VOLTA

Ho iniziato a pensare alla vita in maniera diversa negli ultimi tempi. M’appare sempre più chiaro quanto le storie siano veicolo di comprensione e di crescita. Ciascuno di noi compie un viaggio in questo mondo. Un viaggio iniziatico paragonabile alle parti di un racconto, alle 

Journaling poetico con i tarocchi

Journaling poetico con i tarocchi

Ho partecipato ad un’iniziativa carina incontrata sul social dei fotogrammi istantanei  :o) Manuela Angelini, una lettrice di tarocchi, invitava ad iscriversi ad un breve percorso fatto di alcune lettere elettroniche, ognuna delle quali portava una riflessione sui tarocchi. Alcune delle proposte riguardavano attività volte a 

Consigli a me stessa

Consigli a me stessa

Torno a condividere consigli scritti e disegnati dedicati a me stessa, spero possano tornare utili anche per te come spunti di riflessione…


SCOPRI I TUOI COLORI INTERIORI

Assumere consapevolezza di sé. Scoprire le proprie caratteristiche. Capire la propria motivazione interiore.Conoscersi è passo necessario a prendersi cura del proprio benessere.

 

 

 

 


LASCIA FIORIRE IL TUO CUORE

Ascoltati. Senza interferenze. Poni attenzione solo al cuore. Pare proprio che non sbagli mai. Riesci a farlo?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

OGNI MATTINA QUANDO IL SOLE SORGE TU COMINCIA A SPLENDERE

Quanto splendore abbiamo dentro? Cacciamolo fuori!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

USA L’ARCOBALENO CHE HAI DENTRO

Ciascuno è potenzialmente resiliente e la vita prima o poi ti trascina in un temporale, per cui: usa l’arcobaleno che hai dentro!

 

 

 

 

 

 

 

PIOVERÀ MA POI TORNERÀ IL SOLE

Anche dopo la più buia e pericolosa tempesta, torna a splendere il sole. Così è la vita. Dopo un grande dolore, una sfida difficile, un lungo periodo di fatica, possiamo tornare a splendere da dentro. Trovando un nuovo senso al tutto, perché davvero ogni fine diventa, in qualche modo, un nuovo inizio.

 

 

 

 

 

 

 

 

 


È L’ULTIMO PETALO TI AMI?

non c’è altro tempo da aspettare per capire che la prima cosa da fare è amare sé stessi.

Come l’ultimo petalo della margherita. Sta a te la decisione adesso: ti ami?

 

 

 

 

 

 

 

SII COLORATA

Esistono molti tipi di colori, quelli che vedi fuori nel mondo attorno e i tuoi colori interiori: emozioni, idee, intuizioni…

Ti auguro di sentirti colorata, soprattutto interiormente!

 

 

 

 

 

 

 

LA CREATIVITÀ È UNA CHIAVE CHE APRE LA MENTE

Un elemento importantissimo per la nostra vita: la creatività. Ci permette di mutare atteggiamento, andare oltre i nostri limiti, creare soluzioni nuove, attivare cambiamenti desiderati, evolvere.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

NON CREDERAI MICA CHE LE BUONE IDEE VENGANO DAL CERVELLO

È dal cuore che arrivano le migliori scintille creative. Solo se ci connettiamo nel profondo con noi stesse come veramente siamo, saremo in grado di realizzare il nostro scopo nella vita.

 

Donne e Fiabe – Jessica e Bella

Donne e Fiabe – Jessica e Bella

Torno a parlare di donne e fiabe. Lo faccio, come ho già scritto nel post di Silvia e Alice, con la consapevolezza che ogni storia di vita sia proprio come una fiaba, tracci un percorso evolutivo, prove da superare, magari tanti lieto fine intermedi che 

Significato dalla fiaba La Bella e la Bestia

Significato dalla fiaba La Bella e la Bestia

Oggi voglio parlarti del significato della fiaba La bella e la Bestia. LA STORIA Scritta per alcune fonti da Madame Gabrielle-Suzanne Barbot de Villeneuve e pubblicata nel 1740, per altri attribuibile invece a Giovanni Francesco Straparola nel 1550. La storia narra di un commerciante padre 

3 emozioni di base molto sentite in questo ultimo anno: tristezza, rabbia e paura

3 emozioni di base molto sentite in questo ultimo anno: tristezza, rabbia e paura

Oggi voglio parlarti di 3 emozioni di base molto sentite in questo ultimo anno: tristezza, rabbia e paura.

LA TRISTEZZA

La prima emozione base di cui voglio parlare è la tristezza. La tristezza è intesa come il sentirsi soli. Tuttavia, va sottolineato che esiste una condizione di solitudine positiva, che è il tempo che passiamo da soli con noi stessi in cui ci sentiamo bene.

Star bene con se stessi, passare del tempo da soli è positivo.

Tuttavia, sentirsi soli come vissuto di abbandono è invece una sensazione assai poco gradevole che proviamo nella vita sin da piccolissimi. Il normale “sfogo” della tristezza è il pianto. Quando riusciamo a dar voce ad una emozione, riusciamo a ristabilire una sorta di equilibrio, poiché riusciamo a rilassarci e non rimanere con un eccessivo carico di stress.

Sentirsi soli, anche al di là del tempo buono da passar con se stessi è comunque un’emozione che porta risultati positivi per l’umanità, poiché è grazie al bisogno dell’altro che stringiamo relazioni, cerchiamo un partner, intessiamo la rete sociale in cui viviamo.

Ogni emozione ha la sua importanza, nessuna ha un valore negativo di per sé.

Negativo è non lasciar fluire le emozioni, non averne consapevolezza.

Nelle associazioni della teoria delle cinque fasi della medicina tradizionale cinese l’emozione della tristezza viene collegata a polmoni, grosso intestino e alla pelle. Tutto quanto manifestiamo in queste aree, ha come correlato emotivo la tristezza. Trovo molto interessanti questi aspetti di manifestazione nel corpo.

LA RABBIA

Non esprimere le emozioni dunque diventa davvero nocivo, anche un’emozione come la rabbia, verso cui esistono forse ancora più pregiudizi che verso la tristezza, ha la sua grande importanza e non è negativa di per sé.

La rabbia è un grosso motore. Temporalmente collegata alla primavera, quindi alla rinascita, è la forza di dar vita a qualcosa di nuovo. Un’energia propulsiva che ci spinge all’azione, al fare, al crescere, al costruire nuove cose, è quella che ci manda avanti nella vita ed è l’emozione che sentiamo quando qualcosa ci ostacola o qualcuno ci manca di rispetto, impedendoci di progredire. Ascoltarla è molto importante.

Ciò che proviamo dovrebbe aiutarci a ristabilire un equilibrio, a riaffermare noi stessi. Le “voci” naturali dalla rabbia sono l’urlo e il movimento. Basta pensare ad una persona arrabbiata, o, meglio ancora, ad un bambino piccolo arrabbiato per rendersene conto. Si agiterà, pesterà i piedi, urlerà. Bene, sta sfogando la sua rabbia in maniera sana.

La rabbia è un’emozione veloce, sale su da dentro, ci fa scoppiare! Come immagine possiamo pensare ad un vulcano, ma non per questo deve farci paura.

La difficoltà grande è trovare una via equilibrata nello sfogo della rabbia. Da un lato dar voce all’emozione che ci “ribolle” dentro senza reprimerla, dall’altro tener conto del contesto, delle “regole sociali” e di aspetti affettivi. Possiamo trovarci in una situazione in cui non possiamo gridare, oppure abbiamo remora di far del male a qualcuno che amiamo manifestando la nostra rabbia.

Troppo spesso la rabbia viene confusa con la violenza, o meglio troppo spesso si esprime la propria rabbia in maniera offensiva o finanche violenta verso le persone. Questo sicuramente non va bene.

La rabbia ha sicuramente la necessità di fare la sua “esplosione”, dire “sono molto arrabbiato” potrebbe proprio non bastare.

Esprimere un’emozione attraverso il linguaggio cognitivo, ossia riconoscerla, darle un nome, è molto utile, ci dona consapevolezza, ma non ci concede di “scaricare” l’energia che l’emozione ci ha fatto crescere dentro.

Tuttavia, è necessario imparare ad esprimere la rabbia adeguatamente. È giusto lanciare un urlo, si può sbattere una porta, battere un pugno su un tavolo e, perché no, a volte potremmo essere così adirati da aver necessità di rompere un oggetto. Gli oggetti si possono riacquistare, o, comunque, il danno è sicuramente limitato.

Pensiamo a chi, in palestra, prende a pugni un sacco di sabbia o un pungiball. Tutti questi comportamenti ci concedono di “scaricare” la rabbia senza ferire nessuno.

Al contrario, scagliarsi contro qualcuno, offenderlo, magari arrivare ad alzare le mani per picchiare, questi sì sono comportamenti negativi.

Inoltre, quando una situazione, una persona, qualcosa ci fa veramente arrabbiare, la scarica della rabbia è una cosa necessaria da un punto di vista psicofisico, ma, poi, dopo aver magari lanciato un poderoso urlo e aver sbattuto un oggetto sul tavolo, utile è passare ad un livello più evoluto: incanalare questa potente energia per cambiare quello che non va.

Se abbiamo ricevuto un’adeguata educazione emotiva, sapremo riconoscere e vivere la rabbia, ma senza ferire gli altri. Ancora più positivo ed evoluto capire che possiamo usare l’energia che ci regala la rabbia per dare il via ad un cambiamento, per fare qualcosa di cui sentiamo desiderio o necessità.

Nelle associazioni della teoria delle cinque fasi, la rabbia è collegata al fegato e alla vescica biliare. Tutte le disarmonie legate a queste parti del corpo hanno come correlato emotivo la rabbia.

LA PAURA

Altra emozione innata, forse quella più basilare di tutte, perché salvaguarda la sopravvivenza stessa è la paura. La paura è l’emozione che ci mette in allarme, che proviamo in situazioni pericolo e che ci fa percepire che qualcosa è pericoloso ponendoci nella classica situazione di blocco seguita da “attacco o fuga”.

Naturalmente, non vivendo più nella giungla, si tratta spessi di comportamenti culturalmente mediati, tuttavia, anche la nostra occidentale esistenza è corredata di situazioni di pericolo per la nostra vita in cui siamo costretti ad azioni di attacco o fuga.

Se ci troviamo ad attraversare la strada la frenata improvvisa di un’auto ci porta a sobbalzare per allontanarci: fuga.

Se un animale si avvicina troppo a nostro figlio ci scaglieremo contro di esso per scacciarlo o recupereremo in fretta il pargolo per allontanarci in base alle dimensioni dell’aggressore e alle nostre possibilità di intervento: ancora una volta attacco o fuga.

In senso più ampio la paura ci dà la dimensione dei nostri limiti. Ci fa percepire il pericolo e, mettendoci al riparo da ciò che è pericoloso, ci mantiene in vita.

La modalità espressiva della paura è primariamente tremare. Viene collegata, sempre dalla teoria delle cinque fasi, ai reni e alla vescica.

La paura è l’emozione di base che ci tiene in vita, percependo i pericoli e sfuggendo ad essi o affrontandoli e superandoli andiamo avanti nella vita.

Spero che queste riflessioni sulle tre emozioni che mi hanno maggiormente accompagnato in questo brutto periodo pandemico possano aiutare anche te a diventare più consapevole e ad esprimere sempre meglio quel che provi.

Esprimere meglio le proprie emozioni e capire meglio se stessi usando le fiabe aiuta i bambini.

Movimento psicoespressivo

Movimento psicoespressivo

Prima di approdare a questo sito-blog ho scritto su molti spazi virtuali, un blog che cui sono davvero affezionata è movimentopsicoespressivo.wordpress.com Com’è nata questa idea? Nel 2009 ho frequentato un master in grafologia. La scrittura a mano mi ha sempre affascinata. Tracciare tanti segni che